Ah, per la cronaca...

Ve lo dice Ggioia il venerdì, 16 maggio 2008,09:33

Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che ieri sera ha lasciato che parole ed emozioni si fondessero.
Ho un Grande Uomo anche dentro agli occhi:
guardarlo mentre mangia di fronte a me e salutarlo di prima mattina, mentre il sole sorge è un regalo grande.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che mi fa sentire sua immensamente.
Un Grande Uomo che sento mio.
Un Grande Uomo per il quale rifarei mille volte 500 km in 12 ore pur di guardarlo dritto negli occhi ancora una volta e vederlo sorridere.

Ah, per la cronaca... le avevo davvero le culottes punk ieri sera!!

A proposito di il mio mondo, istantanee, le mie mutande
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...dentro al cuore

Ve lo dice Ggioia il giovedì, 15 maggio 2008,18:58

Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che, per alcune cose, sto ancora imparando a capire.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che, senza pretesa alcuna, mi è maestro e amico.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che mi dice che sono bravissima a descrivere quello che siamo.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che ha la voce emotiva e non nasconde niente.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che si sente Caino mentre non è altro che qualcuno di giusto.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che, forse, come me ha paura di legarsi.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che desidero tanto e che mi fa sentire donna come nessuno è mai stato capace di fare.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che per motivi giustamente suoi non riesce a fidarsi.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo al quale vorrei far capire in ogni lingua del mondo che penso solo a lui.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo al quale posso donare pane, rose, dolcezza, onestà e sincerità.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che si fonde in me in ogni pensiero.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo al quale non riesco a parlare senza incasinarmi quando si chiude con me.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo al quale non posso promettere viole e rose. Ma dalie gialle sì.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che si mescola alle mie passioni. E che è passione con me.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo per il quale inventerei il teletrasporto.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che io chiamo Lupone... perché è così che è.
Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Un Grande Uomo che per me é il solo, unico, speciale numero Uno.

Ho un Grande Uomo dentro al cuore.
Questo Grande Uomo leggerà queste parole ed io mi chiedo che cosa ne penserà.
Mi piacerebbe bussare alla tua porta, ora.

A proposito di il mio mondo, istantanee
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Mai come ora...

Ve lo dice Ggioia il giovedì, 15 maggio 2008,12:04

Mi sedetti a bere il caffe' con Incomprensione e Finale di Partita.
Mai come ora mi dico che il dialogo serve.
Serve anche a rafforzare le proprie convinzioni e sentire piu' forte cio' che ci combatte dentro.

 

 

A proposito di il mio mondo, istantanee
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La Haka quotidiana

Ve lo dice Ggioia il martedì, 13 maggio 2008,08:48

Felicità di un martedi' mattina...

80 Minuti di chiacchiere notturno-serali che lasciano l'eco di cose buone, belle, condivise.
Una dormita splendida ed un risveglio che strania, sî', ma in bene.

Messaggi che volano e che dicono "ci sei, ci siamo".
Una Haka privata e personale che unisce.

Lavorare fino alle due per poi scappare verso il concerto dei Kiss.

Culottes punk e pelle dal sapore di mora.

Potrebbe essere una brutta giornata questa?

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Con-fusi...

Ve lo dice Ggioia il lunedì, 12 maggio 2008,14:44

conchiglia

 

 

 

 

 

Ho voglia di mettere in fila i momenti di week end appena trascorso. Non so perché.
E' come se, razionalmente, riuscissi a vederli meglio se sono in fila.

Ma davvero in fila non ci vogliono stare.
Quindi eccola qui una nuova "non-azione": non mettere in fila le sensazioni ma ascoltarle, come si fa quando si trova una conchiglia sulla spiaggia e si ascolta mare, che é grande, incompresinbile e perfettamente se stesso sempre e comunque... che sia calmo o che sia in burrasca.

Se le ascolto parlano di te, in mille modi.
Allegramente come quando butti in vacca le cose e mi fai ridere come nessuno mai.
Dolcemente come quando ci sorridiamo e non diciamo niente.
Stranamente, ma in modo positivo, come quando ho visto per un bel po' la mia immagine riflessa negli occhi tuoi (che detta così fa molto canzone lenta anni '60).

"Ti vedo strana", mi hai chiesto.
Era per quello. Ma l'ho capito ora... ora che sono qui a godermi un giorno festoso in Heidilandia.
Un giorno che m'ha visto sonnecchiare, prima, sul divano ma che m'ha anche vista, finora, di nuovo dentro la stessa apparente sala cinematografica in cui ho rivisto ogni istante.

Vorrei raccontare di come ti ho vissuto ieri.
Di come ti sei fatto spazio tra le mie azioni in primis, per passare alla mia mente, alla mia anima e alla mia carne. Già, la mia carne... come mai l'avevo sentita prima di ieri.
Non é il momento di certe parole.

Ora mi dirai che ti sto dando una grande responsabiltà.
Io ti ripeto che la responsabilità é mia, almeno per un buon 85%, visto che sono precisina.

Una settimana fa una quindicina di ragazze (anzi un po' di più, sempre per il fatto di cui sopra...) si scaldavano prima di una partita e, per cercare di capire il proprio ritmo di corsa, si tenevano per mano e correvano su e giù per un suolo (non troppo sacro, ma un po' sì) conosciuto.
Mi chiedevo che servisse quel tenersi per mano, ai fini del gioco.

Ora, sorridendo, un po' lo capisco.
Giusto perché siamo un po' in partita.
Giusto perché con-fondersi è una bella cosa.

"Ma non saremo troppo intimi ora?"

 

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C'è chi...

Ve lo dice Ggioia il mercoledì, 07 maggio 2008,11:15

Mattina di occhi piccoli, ma non troppo.
Mattina di sorrisi grandi, di voglia di scrivere … anche se non tutto si scrive.
Il meglio si vive.

 

Meno piu’ meno fa piu’.
A volte è necessario negare per affermare.

A volte è necessario non fare per sentirsi vivi, presi dall’emozione.

A volte è bello chiudere gli occhi per vedere colori che non si possono definire a parole.

 

C’è chi mi sta insegnando a non fare.

Avete mai pensato a quanto ci prodighiamo per fare, fare e fare?
E’ come se il genere umano avesse paura dei tempi vuoti e fermi. Che poi fermi non sono.

Siamo sempre intrappolati in qualche azione: lavoro, casa da sistemare, bucato da fare, amici da vedere.
C’è un problema da risolvere? Pensiamo sempre a cosa fare… ma mai a cosa NON fare.


Rifletto su questo punto di vista da un paio di giorni.
E’ come se avessi davanti il lato della valle che non ho mai visto, perché quasi mai ho cambiato versante.

 

Cambiare punto di vista è una cosa stimolante.

Sto imparando a non fare domande né a porre scadenze.
Sto imparando ad accettare i miei sorrisi, e quelli altrui, senza filtrarli per cercare loro un perché.

Sto imparando che infondo i Rolling Stones hanno messo dei momenti di “non musica” dentro i loro reef piu’ belli.
E per questo sono diventati i reef piu’ belli.

Sto imparando la bellezza di non voler per forza esprimere a parole le emozioni.

Sto imparando ad osservare una dalia gialla e sentirla condivisa, proprio come qualcosa che unisce.


“Ora dovresti ridere…”

“Sto sorridendo…”

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Quelli che non...

Ve lo dice Ggioia il lunedì, 05 maggio 2008,19:30

Ieri notte. Manca qualche minuto a mezzanotte.
In cielo le stelle si confondono con le nuvole e un venticello notturno mi ricorda che forse sarebbe meglio che mi tenessi il maglione addosso invece che annodarlo alla borsa.

Mi sento shakerata, in bene, si intende.

Nella vita di tutti ci sono giorni che rasentano il concetto di "giorno perfetto".
Ieri per me è stato così.
E mi piace così tanto ammetterlo.

Lo ammetto perché, nel dirlo, mi sembra di sentirmi nuovamente shakerata per una specie di effetto emotion recollected in tranquillity.

La grande pianura, il sole, una giornata da vivere.
Parole, parole, parole canterebbe Mina.
Canto anch'io così, non di certo con la stessa voce... canto così ma intendo qualcosa di completamente diverso.

Penso a quelli che vorrebbero avere la cronologia di una giornata di conversazioni per contare i miliardi di argomenti toccati.
Quelli che... vorrebbero contare i sorrisi. Soprattutto quelli interiori.
Quelli che... ogni tanto bisognerebbe pensare a cosa non fare, piuttosto che a fare sempre qualcosa.
Quelli che... non abbiamo mai smesso di parlare. Quasi.
Quelli che... pensano a mille volte a quanto stanno bene.
Quelli che... chissà cosa scrivi domani.
Quelli che... chissà che cosa posso scrivere domani.
Quelli che... salgono in macchina e sentono Creep dei Radiohead e pensano you're so fucking special.
Quelli che... i fiori gialli fanno certi regali.
Quelli che... non ho voglia di mettere queste sensazioni dietro altre parole, perché sono bellissime e vanno bene così.
Quelli che... non si fanno domande ma si vivono, semplicemente.
Quelli che... ma perché non placcano.
Quelli che... allora noi tifiamo per Riviera.
Quelli che... vanno a dormire poco dopo mezzanotte e sorridono, pensano che lo shaker, infondo non è proprio male. Tutt'altro.
....

Semplicemente...

Senza domande....

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Rosa, che diresti se...

Ve lo dice Ggioia il giovedì, 01 maggio 2008,16:35

 

 

 

 

 

 

 

 

Primo Maggio 2008.
Chissà che cosa ne penserebbe Rosa Luxemburg?

Sono a casa ed ho finito di stirare.
Di solito, per molta gente che lavora, il Primo Maggio è l'occasione per prendersela con calma nel fare certe cose che altrimenti avrebbero occupato il sabato.
Sembra triste ma non lo è. E' reale.
Ci sono dei periodi talmente pieni di cose che non appena si ha un minuto libero lo si riempre col quotidiano.

Faccio zapping e tra una risata e l'altra regalatami dall'ennesima messa in onda di un film di Verdone, arrivo anche a gustare qualche minuto del concerto di Roma.
Claudio Santamaria, che presenta quest'anno, ha ben ricordato come il Primo Maggio 2008 debba, per obbligo morale, essere dedicato alla sicurezza sul lavoro.
Ma non solo... Maggio 2008 fa rima con Maggio 1968.
Sono passati quarant'anni da una stagione che ha segnato le sorti polito-sociali di molti paesi.

Mia madre il '68 l'ha fatto. L'ha fatto con un bimbo per mano e uno nel pancione. Io ero ancora distante dai suoi pensieri.
Mia madre mi racconta del '68 con la luce negli occhi.
Mia madre mi dice sempre che era la piazza a proporre... e il palco ad accogliere.

Guardando Piazza San Giovanni oggi mi rendo conto di come ora, a distanza di quarant'anni, sia il palco a proporre riflessioni, ideali, momenti di protesta... e la piazza, se ha voglia, accoglie.

Storicamente il 68 ha portato all'inizio di lotte fondamentali per il diritto al lavoro.
Lo statuto dei lavoratori non a caso è datato 1970.
Sarebbe ora di modernizzarlo, aggiornarlo... integrarlo ai cambiamenti che il mondo ci ha regalato.
Sarebbe il caso di aggiungere dei paragrafi sulla sicurezza, sulla flessibilità, sulla protezione dei lavoratori precari.

Ma se la piazza non si impone, chi può farlo al posto suo?
L'interesse è nel popolo. Non in chi lo rappresenta.

Buon Primo Maggio a tutti.
E meditiamo gente, meditiamo.

A proposito di fantapolitica
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Tanto e troppo

Ve lo dice Ggioia il martedì, 29 aprile 2008,22:57

Quand'è che il tanto diventa troppo?

Nella vita intendo... o meglio. In quanto vita, intendo.

E' tanta vita quando ci si ritrova a prepararsi l'insalata (con le uova sode dentro... mi raccomando, che dopo allenamento le proteine ci vogliono) alle 22.30 dopo aver giocato con il fango sotto le scarpe e con la pioggia che scende dal cielo.
Non so neanche più se il mio maglione azzurro tornerà ad essere azzurro.
Quello che so è che i tacchetti rosa che affondano nel fango danno delle fantastiche soddisfazioni.

E' tanta vita quando si sorride lavando i piatti e si pensa già al giorno successivo, a quello dopo... e forse dopo ancora.

E' tanta vita svegliarsi felice.

Ma tanta vita non diventerà troppa?

Ed ora, che non indosso culottes ma solo una grande maglia che mi fa da pseudo-pigiama, vorrei del gelato alla vaniglia. E non so perché.
E' tanta vita volere del gelato a quest'ora.
E' tanta vita interessarsi, invece che preoccuparsi.

Ed io resto sempre con la voglia di gelato... felice però.

 

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Immenso...

Ve lo dice Ggioia il lunedì, 28 aprile 2008,21:15

 

 

 

 

 

 

Certi fiori gialli regalano sorrisi, soprattutto se appartengono ad un vaso di colore nero.
Regalano sorrisi come certe persone che viaggiano nell'anima, quasi come fossero un aquilone colorato che danza nel cielo a ritmo di musica, lasciandosi ammirare nella sua forma e nella sua profonda libertà.

Ci sono dei lunedì che iniziano proprio bene, malgrado di notte si sia dormito in modo un po' leggero con annesso ascolto di trombata rumorosa da parte di vicini.
Ci sono lunedì in cui, prima di uscire per andare in ufficio, si nutre una dalia e ci si ritrova a sorridere, così, semplicemente.

Ci sono dei lunedì di culottes nere con un piccolo bordino pizzoso.
Ci sono lunedì in cui si sa di buono.

Ci sono lunedì in cui ci si soprende a mordicchiarsi le unghie rileggendo questo post e poi si scrive un sms al proprio fratello (quello geloso) per felicitarsi per un matrimonio diventato maggiorenne.
Eh sì caro fratellone, oggi il tuo matrimonio diventa maggiorenne. E a me sembra un qualcosa di immenso.

Immenso sì... come la partita giocata sabato da Cedric Heymans e soci.
Immenso come l'allenamento vissuto ieri.
Immenso come il fatto di sentirsi stupendamente bene quando si nutre... qualcosa, un fiore.
Giallo però.

A proposito di pensieri, il mio mondo, le mie mutande, il lato rosa della mischia
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